Life Lessons

Istanbul nel fondo di una tazzina da caffè.

Trovare la speranza negli occhi di un'estranea.

Aeroporto di Istanbul.

Ci viene a prendere un autista, ci carica su un pulmino nero, interni in pelle bianca e tettuccio dorato. Praticamente siamo a Gomorra.

Marialuisa mi aveva proposto questo viaggetto a Istanbul a maggio. Ho risposto subito: “Vengo!”.

Ci dovevamo vestire di beige e ocra per essere in nuance con la città ma, ovviamente, io che da tre anni vivo in una soap opera turca — quelle piene di drammi veri, non come Beautiful, dove si muore e si risorge di continuo — , non mi sono dedicata alla valigia.

Così, non solo non ho portato nulla di beige, ma non ho portato proprio nulla. Raggiungiamo il nostro hotel, carino, in una posizione ottima, e iniziamo a visitare la città.
Il giorno dopo, incontriamo  la nostra guida: Rosa.

Rosa è una quarantenne turca,  brava ma misteriosa, ha il fascino di quelle donne che hanno combattuto numerose battaglie, ma di guerre non ancora finite.

 

" La guida: una quarantenne turca, Rosa brava ma misteriosa, ha il fascino di quelle donne che hanno combattuto numerose battaglie, ma di guerre non ancora finite. "

Visitiamo la Moschea Blu, il Palazzo, la Cisterna… finché, un giorno, dopo pranzo, prendiamo un caffè turco. Rosa mi propone di leggere i fondi.

Bevo il caffè velocemente, non mi sono mai fatta leggere mano, carte non ci ho mai creduto, ma di Rosa mi fido.

Rosa mi dice che devo bere il caffè fino a sentire la polvere sui denti, e così faccio.
Finisco il caffè, appoggio la tazzina sul piattino e aspetto.

Passano due minuti, Rosa prende la tazzina del caffè e la copre col piattino, mi chiede di esprimere un desiderio e concentrarmi.

Con un movimento rapido capovolge la tazzina e inizia a girarla, prima in senso orario,

poi antiorario, una specie di danza e lo fa ad occhi chiusi.

Finita la danza Rosa appoggia il piattino sul tavolo, alza la tazza, mi sorride e dice:
“Bene, la tazza si è staccata dal piattino è un buon segno. Il tuo desiderio si avvererà.”

Rosa continua a tenere la tazzina alzata sopra al piattino, ferma immobile  finchè inizia a cadere del liquido e mi dice: mi spiace hai pianto tanto, queste sono tutte le tue lacrime.

Mi spiazza un pò.

Rosa ha ancora la tazzina in mano quando iniziano a scendere dei grumi di polvere di caffè, mi spiega che i blocchi di caffè sono le cose difficili che mi  sono successe e mi stanno ancora succedendo,  mi sorride e mi dice: “stanno per finire”. E sulla parola finire cade un grumo enorme di polvere di caffè.
Non so se ha fatto rumore la polvere cadendo sul piattino, so solo che dentro di me ho sentito un tonfo.

Ho guardato Marialuisa, che sa dare un nome a ogni blocco di caffè che cade dalla mia tazzina, e anche lei il tonfo l’ha sentito, ha gli occhi lucidi.

 

 

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Rosa guarda dentro la tazza di caffè, e sussurra :
“Finisce bene. La tazzina è bianca.”

Bella Istanbul, ma il fondo bianco della mia tazzina è, in assoluto, il colore più bello che ho visto a Istanbul.
È il colore della speranza.

E comunque nella tazza Rosa ci ha trovato anche il disegno di un uccellino, una rondine, significa che arriverà del denaro.

Guardo Marialuisa, le sorrido e dico: “una rondine non fa primavera, ma un uccello mette sempre allegria”.

🎈

E tu cosa ne pensi?

Sono una persona curiosa e vorrei sapere il tuo parere!

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